Costume e società

Gli amorazzi della terza età di Maria

Il Grande fratello numero 10, l’Isola dei famosi numero 8, gli Amici di Maria de Filippi numero chiseloricordapiù, Uomini e donne numero vattelappesca.. insomma la programmazione televisiva italiana sembra un walzer di cose viste e riviste, trite e ritrite. Nessuno sembra voler rischiare. Non si capisce se per paura o per mancanza di idee.

Tuttavia, a guardar bene, nonostante il format sia rimasto quello di sempre, salvo gli adeguamenti del caso, proprio il programma cult della De Filippi (ovvero Uomini e donne) ha introdotto una novità di rilievo che non  può sottacersi, ovvero l’aver sdoganato gli amorazzi della terza età.

Dirò subito che appena l’ho visto, ho cambiato canale. Un certo senso di nausea e ribrezzo mi ha subito pervaso. Uomini e donne sì, ma decisamente vecchi (lasciamo il politically correct agli americani e quindi usiamo i termini appropriati), che scimmiottavano grossolanamente i loro colleghi più giovani. Chi ballava, chi si accapigliava, chi faceva la corte e chi si baciava.. tutto insomma come da consolidato copione.

Poi mi è capitato di ripassarci con il telecomando e nonostante la prima tentazione fosse stata la medesima, ho resistito e l’ho visto. Non mi sono appassionato. Però, non posso negare la novità nella quale la De Filippi si è cimentata. È vero che la difesa della terza età è un vecchio cavallo di battaglia caro al noto consorte di Maria, ma farne un programma seriale che va avanti per settimane è decisamente una bella sfida. Costanzo aveva tentato solo alcune puntate, la De Filippi ci ha messo una buona parte del suo programma.

Certo si può facilmente dire che sia kitsch (obiettivamente difficile negarlo) o che si punta al sensazionalismo. Tuttavia, l’operazione condotta è, a mio modesto avviso, di maggiore respiro. Si è gettato in piazza (quella televisiva ovviamente, ma decisamente la più efficace) quello che il conformismo non vuol far vedere: il brutto, l’osceno, lo strano (naturalmente in senso socio-moralistico). I vecchi non compaiono, perché non sono belli, non sono muscolosi, non sono perfetti. Vanno nascosti, come se non esistessero. Maria, a suo modo, ha dato voce ed esistenza a quella categoria di persone che la società sembra voler dimenticare o per la quale si prova un imbarazzato senso di pietà. Eppure loro, i vecchi, dimostrano una vitalità alla quale non siamo abituati. Già! Forse è solo una questione di abitudine!

Nessuno aveva fatto prima una cosa del genere. Lo si deve ammettere: ha saputo rischiare.

La domanda successiva è: quando ci mostrerà un altro mondo nascosto? A quando “Uomini e uomini” e “Donne e donne”?

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