Diritto e politica

Chi trova un amico, trova un tesoro.

Sapete qual è la forza dei cattolici nella politica italiana? La pacatezza e la moderazione. Sicuramente. Quell’aurea di mistico anelito verso il divino che si traduce in apparente modestia e affettato manierismo. Non solo. Anche l’amicizia.

Li abbiamo visti un po’ tutti i Buttiglione, i Casini, i Formigoni e i Lupi di turno di fronte alle telecamere della tv italiana, ormai unico luogo ove si fa politica nel nostro Paese. Sono sorridenti, moderati, cortesi, mai una parola fuori posto, mai un ciglio troppo arcuato. Sono gentili, affabili, ben vestiti, proprio come piace a nonna e nonno. Magari anche a mamma e papà. Di sicuro alle gerarchie ecclesiali. Quelli di una volta, ovvero quando c’era un’Italia profondamente diversa, per situazioni economiche, culturali e sociali.

La domanda che urge è: i Nostri saranno in grado di formulare le risposte giuste alla domanda di cambiamento imperante? Riusciranno a far tornare l’Italia quel Paese degno di rispetto, serio, preparato e onesto che tutti vorremmo che fosse, se non altro per poter davvero replicare, con i fatti e non con le solite parole, alle ridicole risatine della ‘sora Angela e del monsieur Brunì, nanerottoli della politica d’oltralpe?

La crisi economica è evidente, quella di Governo alle porte. Abbiamo bisogno di una nuova classe politica (ma direi complessivamente dirigente) che non solo ci tiri fuori dall’emergenza nella quale siamo caduti, ma che ci instradi verso un nuovo percorso fatto di rispetto per il bene comune e per quello di ogni singolo, fatto soprattutto di nuove idee, coraggiose, di ampio respiro, di quelle che ci facciano sognare, credere che sia ancora possibile risollevarsi, e farci dimenticare, almeno per un attimo, il solito e antico cinismo italico. Certo, certo, ovviamente la colpa di tutto è sempre e comunque di Berlusconi (e chi vuole contraddire i soliti noti della politica italiana), ma non è delle cause dei problemi che oggi qui disquisiamo, quanto di chi potrebbe essere davvero in grado di darci delle soluzioni.

Formigoni, Lupi e compagnia liberando (C.L.), ecco alcuni dei nuovi volti della politica italiana. Cerchiamo di capire chi sono, come si presentano e, oltre alla loro immagine da “bravi ragazzi”, quali sono i messaggi e le idee che propugnano.

Roberto Formigoni, classe 1947, è uno di quei politici che si possono definire di “lungo corso”. Nel suo sito (www.formigoni.it) si presenta nel segno dell’amicizia: “Sono italiano e come voi amo immensamente il mio Paese dove – fin da ragazzo e grazie a forti legami di amicizia – ho avuto la possibilità di realizzare la mia personale vocazione: un impegno umano e civile straordinario che mi ha portato fino alla politica”. Queste sono le sue prime parole, quelle che dovrebbero, in sintesi, darci un’idea della persona. Il messaggio è: l’impegno umano e civile sarebbe la sua personale passione, che grazie a forti legami di amicizia, lo avrebbero portato in politica. Beh, in fondo rientra nello stile tutto made in Italy: non contano le idee per fare carriera, ma le conoscenze personali (in politica, come altrove). Credo molti di noi abbiano un’analoga passione, tuttavia ci sono mancati gli amici per entrare in politica. Evidentemente.

Maurizio Lupi, il Gianni Morandi della politica italiana (nel senso che ha la faccia del perenne ragazzino) si presenta in quest’altro modo (www.mauriziolupi.it) : “Il mio nome è Maurizio Lupi, sono nato a Milano il 3 ottobre 1959, sono sposato con Manuela, ho tre figli: Andrea, Luca e Federica e sono milanista”. Fantastico! Ci ha fornito subito delle informazioni che i miei nonni avrebbero voluto sapere: sposato, figli a carico e fede calcistica, ovviamente dando per scontato il resto. Quale resto? Quello che segue subito dopo: “nel mio quartiere, gli Olmi, ho da sempre praticato una intensa attività sociale. Con alcuni amici, ho incontrato il movimento di Comunione e Liberazione, in università ho avuto la fortuna di conoscere Don Luigi Giussani e tanti amici che ancora adesso sono parte della mia vita”. Cavolo che coincidenza. Anche Gianni ha tanti amici.

Insomma, Roberto e Maurizio (amici tra di loro, ovviamente) sono fortunati ad avere tanti altri amici con i quali, o grazie ai quali, sono riusciti a fare del loro impegno sociale la carta per entrare in politica. E gli amici devono essere pure gli stessi, visto che anche Roberto frequenta assiduamente Comunione e liberazione.

Roby (possiamo essere tuoi amici? Tanto nell’era di facebook, l’amicizia non la si nega più a nessuno) è stato eletto per la prima volta al Parlamento europeo nel lontano 1984, poi al Parlamento italiano negli anni 1987, 1992 e 1994. Dal 1995 è Presidente della Regione Lombardia, ininterrottamente. Questo solo per parlare delle cariche istituzionali. Oggi è al capezzale del moribondo premier (politicamente s’intende) ed è già il primo candidato alle primarie di destra, primarie che devono ancora anche solo immaginarsi. Formigoni propone … . Non è chiaro cosa proponga. In verità, il sito (va detto, fighissimo) ha mille collegamenti, video, recensioni sulle attività della star, ma è privo di una pagina che ci dica cosa propone. Lodevole l’idea di chiederlo agli internauti, mediante l’iniziativa “Le tue idee per l’Italia”, se solo almeno fosse chiaro in quale direzione il candidato voglia andare. E poi c’è da domandarsi: ma per cosa li paghiamo, oltretutto così tanto, i nostri politici? Per chiedere a noi come cambiare l’Italia?

Gianni, invece, ha iniziato la sua avventura politica nel 1993 (beh, c’è una differenza anagrafica tra i due), nel Comune di Milano e li è rimasto, cambiando ruoli, fino al 2001, quando è entrato al Parlamento italiano. Oggi ricopre la carica di Vice Presidente della Camera dei Deputati. Maurizio Lupi non sembra candidarsi alle primarie: si sa, è troppo giovane (soli 52 anni), ha ancora poco trascorso politico alle spalle. Insomma, non è vecchio abbastanza e non ha ancora lavorato a sufficienza in politica! Una volta sgomberato Formigoni dalla Lombardia, invece, potrà mirare alla carica di Presidente della regione o, eventualmente, a quella di Sindaco di Milano. Lupi propone … . Però, sono proprio amici questi due! Non propone nulla neppure lui. Almeno per ora, s’intende!

In verità, a ben sfogliare le pagine dei loro siti qualcosa si evince da entrambi. Sono milanesi, milanisti e legati a Comunione e liberazione, in altri termini sono quel nuovo centro cattolico cui, a detta loro, gli italiani sentono tanto la mancanza e, quindi, il bisogno. Certo è che come ha asserito recentemente il Cardinale Angelo Bagnasco nell’intervento di apertura al seminario del 17 ottobre a Todi, “l’eco della vicenda di Pietro illumina la situazione di ogni cristiano: egli è chiamato ad attraversare il mare del tempo, a camminare sulle acque fidandosi di Cristo senza mai distogliere gli occhi da Lui. Qualora si vedesse affondare, sarebbe il segno della sua distrazione dal Volto Santo, del suo essere catturato dalle forze del mondo. E quando siamo presi dal mondo diventiamo “del” mondo, anziché essere “nel” mondo, ma non “del” mondo e così diventiamo incapaci di servire gli uomini”. Che mal di testa! Mi ricorda quando andavo a catechismo da piccolo, quel modo di parlare incomprensibile, ma fascinoso. Oggi mi sembra il testo dell’ultima canzone di Claudio Baglioni, con tutti quegli straordinari giochi di parole che ammaliano e lasciano un senso di vuoto.

Si tratta di una vecchia ricetta, vecchissima: affidiamoci alla Chiesa, affidiamoci a Lui e tutto andrà bene. Anzi, in un prossimo e compiuto federalismo italico, perché non torniamo al potere temporale del Papa e, quindi, alla situazione antecedente il 1861?

Non c’ero, ma mi viene in mente la propaganda del secondo dopo-guerra con lo scudo crociato che ci avrebbe protetto dalla falce e dal martello. Lo ha fatto. Ma i tempi sono cambiati. È vero che la storia si ripete, ma mai uguale a se stessa. Il mondo è terribilmente mutato. La scienza e la tecnologia ci hanno condotto dove neppure noi stessi potevamo immaginare fino a una quindicina di anni fa. Prima ci lamentavamo di avere il CAF, oggi di nuovo abbiamo lo stesso problema: come liberarci dai soliti noti della politica italiana.

Sempre gli stessi volti, le stesse idee, le stesse soluzioni. Non abbiamo bisogno di questo genere di uomini. Nulla di personale contro Formigoni e Lupi, persone degne, ma sanno di vecchio, per quel che dicono e non propongono.

Abbiamo bisogno di un’intera nuova classe politica e dirigente che conduca questo Paese fuori dalla crisi e dalla stagnazione morale e culturale in cui gravemente giace da anni. Abbiamo bisogno di gente seria, preparata, onesta che presti le sue competenze e la sua intelligenza a servizio dell’Italia. Abbiamo bisogno che questa nuova gente, che c’è, non abbia paura di immischiarsi con la politica, che sia messa in grado di emergere, che possa esprimere e convogliare le potenzialità d’innovazione di questo Paese, che nonostante tutto ci sono. Abbiamo bisogno di nuove idee. Abbiamo bisogno di donne e uomini nuovi. Abbiamo bisogno di nuovo!

Nuovo! Nuovo! Nuovo!

– Articolo commissionato e pubblicato –

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