Diritto e politica

Su con la vita. …Silvio c’è! (parte seconda)

Tuttavia, nonostante questa vittoria, nel Pdl ci si arrovella per trovare il modo per salvare il Capo dall’eventualità che rimanga fuori dai giochi alle prossime consultazioni elettorali. Senza di lui, non prendono un voto neppure se decidono di mettersi tutti insieme. Grazia o non Grazia? Questo è il dilemma. Il prossimo anno potrebbe arrivare anche la condanna per il processo Ruby (definitiva per giunta, perché si sa che la giustizia è rapida e incisiva solo per alcuni… diranno che è il solito privilegiato). E allora la grazia non sarà valsa a nulla. Che fare, dunque, in questo anno per salvare il Paese dall’assenza di un Berlusconi? Fare cadere il Governo subito per andare a nuove elezioni con Berlusconi sì azzoppato, ma vittima del sistema, o puntare su un nuovo cavallo di razza, magari la figlia? …comunque vada, Silvio c’è!

Il Pd ha a portata di mano la vittoria. Si dirà che non significa nulla. Come sanno loro stessi, il Pd farà di tutto per non coglierla. Infatti, come nel gioco delle tre carte nel quale anche i giocatori più attenti rimangono con le idee confuse, ci sono Epifani che fa il segretario di partito, Letta che è il Presidente del Consiglio e Renzi che è da un po’ di tempo che rompe le scatole, nel partito s’intende. Il prossimo semestre di presidenza del Consiglio Ue agevola Letta che punta a rimanere in sella il più possibile: se ci riesce, mantiene la visibilità data dall’essere il Capo del Governo almeno fino al 2015 e logora il suo più temibile e temuto competitore, ovvero il giovane fiorentino amato da tutti, tranne che dal Pd stesso. Insomma, due piccioni con una fava. Ma per fare ciò, deve andare avanti …vuoi tu, Letta, che il tuo Governo vada avanti? Silvio c’è!

E il Paese? Chi ci pensa al Paese? Nessuno ovviamente. Chi pensa più alla crisi economica in cui versa l’Italia? Gli imprenditori falliscono, le famiglie hanno difficoltà con i propri bilanci, il debito pubblico e la disoccupazione aumentano. Eppure, stanno tutti a pensare a Berlusconi. Che fa che non fa. Dove va, dove non va. Cosa dirà, cosa non dirà. Cosa fa con la nuova fidanzata, o con la sua ex moglie. Su questo non ci sono dubbi: saremo tutti molto ben informati e soprattutto ci divideremo tra coloro che riterranno onorevole il suo comportamento e quelli che lo troveranno deplorevole.

Invece dovremo discutere di riforme, di come trasformare questo Paese che è fermo agli anni Settanta, mentre il mondo è andato avanti, molto avanti. Sono solo le riforme di sistema che possono far decollare di nuovo l’economia di questo Paese, non certo piccole norme che hanno il solo effetto di riparare le miriadi di piccole falle, lasciando però marcire il sistema generale. Vedrete che di riforma delle istituzioni sentiremo parlare a tratti, magari si parlerà della legge elettorale, perché quella serve ai partiti. Di riforma della giustizia sentiremo parlare ancor meno, perché Berlusconi qualcosa dovrà pur cedere per avere in cambio il paracadute dal Pd. Della riforma della pubblica amministrazione, non ne sentiremo parlare proprio, come di tutte le altre riforme di cui ha un urgente bisogno il nostro Paese: scuola, università, ricerca, tasse, sanità, solo per citarne alcune. Ma senza queste riforme l’Italia non sarà mai un Paese competitivo e i soldi (quelli che consentono nuovi investimenti, nuovo lavoro e quindi nuova richezza) andranno altrove.

Ma tutto questo, in fondo, comporta fatica, impegno e soprattutto un’attesa per risultati che si vedranno negli anni a venire. Magari anche qualche mal di pancia. Ci vogliono politici che abbiano qualcosa da dire, che abbiano idee, che abbiano un progetto a lungo termine. Magari anche le palle per portarlo a termine. Guardiamo a quei Paesi dove le cose vanno meglio, dove le riforme le hanno fatte in passato e oggi stanno meglio di noi. Sono addirittura in ripresa, mentre noi siamo al palo. Impariamo da loro.

Avremo insomma bisogno di politici in gamba, che pensino agli interessi dell’Italia, ai nostri. Politici che, in altri termini, dovrebbero impegnarsi a trovare soluzioni ai nostri annosi problemi. Magari anche collaborando, ma per il bene collettivo.

…Che sei matto? Meno male che Silvio c’è!

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