Diritto e politica

Dividi et impera

keep-calm-and-divide-et-impera

“Dividi et impera”.

Questo mi ricorda la caciara degli ultimi giorni sui fatti di Macerata!

La storia, seppur brutta, potrebbero essere sintetizzata così: delinquenti che massacrano una ragazza, cui risponde un pazzoide che si crede il giustiziere mascherato (neppure troppo mascherato a ben vedere).

Invece, ce l’hanno raccontata in tutto un altro modo: “neri (anzi meglio negri) immigrati che assaltano una ragazza, cui ha corrisposto un atto razzista e fascista di un leghista”.

Siamo a pochi giorni dalle elezioni e, quindi, se ne comprendono le ragioni.

Un fatto di cronaca nera assurge a notizia politica: serve a dividere, ad alzare il tono dello scontro, a radicalizzare le proprie milizie, a tirare fuori i vecchi arnesi. Fascismo, razzismo, populismo e tutti quegli ismi che piacciono tanto agli studiosi di cose del Novecento.

Eh già, ritorna il Fascismo! Peccato che sia tornato non per questi atti… bensì approvando l’attuale legge elettorale! Hanno fatto in modo che il voto degli italiani non serva praticamente a nulla, perché nessuna coalizione (men che meno un partito) raggiungerà il 40% dei voti (chi si aggiorna sui sondaggi lo sa bene). Il trucco è fatto: non superando la soglia, i partiti si giocheranno tutto dopo le elezioni, ma a mani sciolte!

Hanno svilito lo strumento principe della democrazia: il diritto di voto, ovvero che sia il popolo a decidere chi li governi. Certo si dirà che il voto si esercita nelle modalità previste dalla legge (è ciò che è scritto nella Costituzione, peraltro anch’essa del 1900). Allora, perché non essere del tutto onesti e tornare al proporzionale puro (legge che appunto nel ‘900 ha fatto il suo dovere in modo egregio)?

Perché l’onestà non è una qualità di questa classe politica. Lo sappiamo tutti che i tempi sono cambiati, che, sebbene non in punto di diritto, eravamo passati a un sistema nel quale eleggevamo addirittura il primo ministro (ricordate i duelli televisivi tra Berlusconi e Prodi? O quando si erano canditati Rutelli e Veltroni?).

Invece abbiamo fatto un salto mortale all’indietro. Di quelli molto ben riusciti peraltro… siamo tornati alla “democrazia del nemico”, al pieno Novecento. E di conseguenza va tirato fuori tutto l’armamentario che ne consegue!

Con questa paura (come molte altre paure) i veri fascisti possono gestirci. Ma va detto che glielo abbiamo permesso noi, per decenni, e il peggio è che questi ormai lo sanno.

 

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