Arte e cultura

Chiamami col tuo nome (ed io ti chiamerò col mio)

Come promesso, oggi non parlerò di politica!

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Questa sera, dopo le 23, conosceremo gli esiti (annunciati) delle elezioni italiane, ma oltre alla maratona di Mentana, nella notte, ci saranno anche gli Oscar.

Premetto che non sono un critico cinematografico, ma avendo fatto teatro ed essendo un appassionato di questa arte, darò comunque la mia opinione (per quel che vale ovviamente).

“Chiamami col tuo nome” è il film italiano, tratto dal romanzo omonimo, in gara agli Oscar 2018 con 4 nomine: per il miglior film, miglior attore protagonista, miglior sceneggiatura non originale e canzone originale. Ho detto che il film è italiano, ma non è propriamente corretto: la produzione è mista, gli attori sono per lo più stranieri, solo il regista è italiano e forse l’atmosfera del film lo è.

“Chiamami col tuo nome”, infatti, coinvolge un po’ tutti i sensi, creando un’atmosfera rarefatta, ma intensa: la colonna sonora è quasi sempre presente (bellissima), le immagini sono molto curate e seducenti, gli attori sono molto bravi (in particolare Timothee Chalamet – Elio nel film) e, infine, il tema trattato, dei primi turbamenti amorosi, ci rimanda a sensazioni vissute, senza sfociare nel volgare o nel dramma. Il film ha la caratteristica (davvero speciale) di raccontare una storia triste, pur lasciando un senso di appagamento e di serenità: la storia a suo modo si compie e i personaggi crescono.

Ma “Chiamami col tuo nome” ha anche le sue pecche: anzitutto la scelta del secondo attore protagonista (Armie Hammer), che non trovo del tutto riuscita: non dimostra i 24 anni che il personaggio ha nel romanzo. In secondo luogo, la scena della pesca non è stata montata benissimo e non si lega troppo alle vicende del protagonista, lasciandola un po’ slegata dal contesto generale.

Il film non vincerà i premi più importanti (sebbene lo meriti, perché è un piccolo film indipendente), ma penso che una o due statuette minori riuscirà a portarle a casa, perché in America ha avuto un successo crescente che lo ha portato fino agli Oscar (ricordiamoci che questo premio è americano e sebbene si tenda a dargli una valenza mondiale, segue i dettami del gusto americano). Peraltro, devo confessare che ancora non sono riuscito a vedere gli altri nominati, sebbene, sulla carta, alcuni siano molto interessanti: “La forma dell’acqua”, “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” e “Scappa”.

In generale, c’è da dire che il cinema italiano, pur sempre in crisi di idee (ma non è solo il cinema a non avere idee, quanto il Paese che culturalmente, prima ancora che economicamente, è in forte crisi), sembra che a sprazzi riesca ancora a tirare fuori qualcosa di interessante. Guadagnino è un regista poco conosciuto in Italia, io stesso ho dovuto documentarmi circa un regista che è balzato agli onori della cronaca, senza che se ne sapesse molto. Lui ha detto che “Chiamami col tuo nome” chiude la trilogia del desiderio iniziata con “Io sono l’amore” e “A bigger splash”. A vederli tutti, la sua caratteristica è di essere un po’ lento (credo sia un suo vezzo), ma nell’ultimo film l’alchimia di tutti gli elementi sopra descritti non fa percepire questa cosa.

Insomma, speriamo porti a casa qualche statuetta, ma, a prescindere, consiglio vivamente di andare a vederlo!

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2 thoughts on “Chiamami col tuo nome (ed io ti chiamerò col mio)

  1. Grazie Jacopo x il tuo articolo molto interessante come sempre. Mi hai dato voglia di vedere il film .

    Inviato da iPad

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