Diritto e politica

Il diritto naturale non esiste

Mi prendo il lusso di una citazione cinematografica (sebbene sarebbe bello che la pronunciasse Fantozzi): il diritto naturale è una cagata pazzesca!

Mi sono laureato in giurisprudenza e ricordo come fosse ieri le mie forti perplessità sulla macro divisione tra diritto naturale e diritto positivo. Per coloro che non sono avvezzi a queste tematiche (sebbene incuriositi, a esempio, dal recente congresso mondiale sulla famiglia che si tiene a Verona), il diritto positivo sarebbe quello definito dall’uomo, mentre il diritto naturale quello da dio (che per il tramite della natura si è espresso).

Spieghiamolo meglio: il diritto positivo si distingue da quello naturale, perché nasce e si forma per espressa volontà dell’uomo mediante atti chiamati (semplifichiamo) “leggi”, mentre il secondo, trovandosi rappresentato in natura, sarebbe l’espressione della volontà di dio. Come vedete dalla foto, al diritto naturale ovviamente si lega la morale, mentre al diritto positivo si legano i meccanismi oggettivi di produzione legislativa, nonché i loro prodotti. La prima (la morale) sarebbe imperitura nel tempo, i secondi (le leggi) sarebbero fallaci e modificabili. Va da sé che in un ordine gerarchico, i secondi non possano contraddire la prima. Così il giochino del sopruso dell’uomo sull’uomo è compiuto e nobilitato… tutto il resto, infatti, è storia!

Forse sono stato troppo veloce nella connessione logica. Torniamo indietro: una volta che si affermi il principio che il diritto naturale promanerebbe da dio, ci si è arrogati il diritto (ma sarebbe meglio dire il potere), anzitutto, di considerarsi nel giusto e quindi di dettare legge, finanche disconoscendo le leggi promanate dall’uomo, quando queste non siano conformi alla supposta volontà di dio. Ed è stato, questo, nei secoli, il meccanismo messo in atto dalla Chiesa, con la complicità occasionale di vari poteri temporali. Ancora oggi c’è qualcuno che ci prova a condizionare la produzione normativa degli Stati occidentali e lo fa in molti paesi islamici, ove il diritto religioso finisce con l’essere l’unico riconosciuto.

Ma in cosa questo meccanismo logico giuridico è fallace, per non dire delinquenziale? Semplicissimo, a parte le dodici tavole che pare siano cadute dal cielo (ma anche su questo c’è chi avanza perplessità) nessuna norma di diritto naturale è scritta da sola. Purtroppo per noi, ancora una volta anche il diritto naturale è scritto dall’uomo! Si dirà che sono uomini illuminati dalla mano di dio, ma perdonate se ammetto a me stesso che la storia dell’uomo sembra aver illuminato ben pochi uomini.

Le prove? Detto fatto: il diritto naturale nella storia è servito per sancire le seguenti aberrazioni: che l’uomo fosse superiore alla donna (legittimando gli abusi di ogni forma), che l’uomo bianco fosse superiore a quello nero (legittimando la schiavitù), che l’etero fosse superiore all’omo (confinandolo negli scantinati della società) , che un dio fosse superiore a un altro (legittimando le crociate e la morte di infedeli), che i nobili fossero superiori agli altri (legittimando lo sfruttamento sociale), che i re fossero superiori ai sudditi (legittimando i soprusi), che i ricchi fossero superiori ai poveri (legittimando una presunta superiorità sociale) e via dicendo. Come si vede tutte queste regole sono servite a imporre ordini sociali ed economici pensati, voluti e conseguiti, invocando la volontà divina. Povero dio! Se esistesse penso che avrebbe orrore di questi cosiddetti uomini illuminati che hanno agito per suo conto.

Dunque, in sintesi, il diritto naturale non esiste perché è comunque il frutto dell’opera intellettuale di uomini. Esiste solo ed unicamente il diritto positivo che muta con il mutare del pensiero, delle situazioni, dei contesti storici e dell’evoluzione culturale.

E anche la famiglia è un istituto culturale che nulla ha di naturale. La stessa Costituzione la definisce “formazione sociale”, al pari di una associazione, un partito o altro. Accoppiarsi è naturale. Farlo tra un uomo e una donna, lo è. Anche tra due persone dello stesso sesso, lo è (visto che esiste, è per ciò stesso “in natura”). Il fatto che la famiglia si componga di due individui, invece, è un fatto meramente culturale, prova ne è che in altri paesi con culture diverse dalla nostra, è ammessa la poligamia e le famiglie, diciamo, sono più allargate delle nostre.

Attenti all’inganno del termine “natura” : dietro ci sono gran furbacchioni che stanno provando a imporvi un modello culturale unico.

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