Costume, cultura e società/Ipse dixit

Non prendertela troppo

Non prendere le cose troppo seriamente, ricorda sei da qualche parte lì!

Qual’è la notizia della settimana? Ovviamente la “foto” del buco nero super-massivo M87… visto che oltretutto già dicono essere la foto del secolo.

Ma, come in tutte le cose, sono già usciti allo scoperto i detrattori, coloro che ritengono inutile una scoperta del genere, che i buchi neri erano già stati dimostrati, che quella non è una foto, ecc. ecc. Non entro nella diatriba, non potrei mai dare ragione all’una teoria o all’altra, perché non sono un tecnico. Però, mi definisco un appassionato di cosmologia e prendo a pretesto questa recente notizia per confidarvi le mie sensazioni.

Già da bambino, ovvero all’età nella quale gli adulti ti chiedono “cosa vuoi fare da grande?”, io rispondevo che sarei voluto diventare un astronauta. Poi, come molti, ho tradito i miei sogni e ho fatto ben altro, ma le passioni di quando si è, per così dire, più giovani spesso rimangono nei vari cassetti della nostra memoria e si riaffacciano di tanto in tanto, anche in modo inaspettato.

Così, è da circa due anni che ho iniziato a seguire i vari documentari sul tema che, peraltro, sono facilmente reperibili su YouTube: vi suggerisco questo perché oltre a indicare una possibilità per l’inizio del tutto, immagina anche una possibilità per il futuro.

Ho dovuto vederne di molti prima di poter comprendere qualcosa: non sono, di certo, temi intuibili a una prima visone o lettura, ma se si ha la pazienza di vederne più d’uno e di comporre le informazioni che ognuno di questi è capace di trasferirti, allora si è in grado di farsi almeno un’idea delle teorie che oggi sono allo studio.

La sensazione che ne ricevevo mentre li guardavo, oltre al piacere della scoperta, era un forte senso di alienazione e solitudine. Da un lato, più ne vedevo, più ne volevo sapere, e mi sentivo come drogato da questa serie di informazioni affascinanti quanto misteriose, dall’altro, era come se tutto ciò che mi circondava perdesse senso e importanza. In altri termini, era come se venissi a conoscenza di quanto fossi piccolo e ininfluente per l’universo, che tutto improvvisamente perdeva senso.

Così mi sono reso conto della forza delle religioni. Di quanto esse nel mettere al centro di tutto l’uomo e i suoi piccoli problemi siano in grado di avere molta più presa della scienza, che non dà e, forse, non darà mai delle risposte certe. Ovviamente, non dico che quelle risposte siano la verità, ma in fondo quanti di noi davvero voglio conoscere la verità? Piuttosto, direi che quasi tutti preferiscono sentirsi dire esattamente ciò che si aspettano, ovvero affermazioni consolatorie.

Insomma, il vederci da lontano, da un lato, credo ci rimetta al giusto posto nell’universo, e, dall’altro, alleggerisca i nostri problemi quotidiani.

Credo che non piaccia a molti dover ammettere che non si è davvero nessuno, ma è forse l’unica certezza che ci trasferisce la scienza da qualche secolo a questa parte. Affondare la testa nell’enormità dell’universo, nella sua imprescrutabilità e nella sua scarsa conoscibilità, ci lascia di certo un forte senso di smarrimento, ma forse ci aiuta a dare il giusto peso alle cose e a noi stessi.

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